Bonus Mobili 2019: come funziona, quando è possibile usufruire della detrazione

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bonus mobili 2019

La Legge di Bilancio n.145/2018 ha prorogato la detrazione fiscale per gli acquisti riguardanti mobili ed elettrodomestici effettuati nel 2019, ma potrà essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio 2018.

Il Bonus Mobili costituisce un’agevolazione che riconosce al contribuente una detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) pari al 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione

L’importo massimo per il quale sono riconosciute le agevolazioni fiscali è di 10.000 euro di spesa, per i quali si avrà diritto alla detrazione Irpef del 50%.

ESEMPIO:

Un contribuente acquista nel corso dell’anno 2019 mobili per un totale di euro 12.000.

In sede di dichiarazione dei redditi (UNICO 2020 redditi 2019 o Modello 730/2020 redditi 2019) avrà diritto alla seguente detrazione fiscale:

– euro 5.000 ripartiti in 10 calcolati sull’importo massimo di euro 10.000 (ovvero 50% di 10.000 = 5.000)

(Il contribuente recupererà € 500 all’anno per 10 anni)

Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto al beneficio più volte. L’importo massimo di 10.000 euro va, infatti, riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.

 

BONUS MOBILI 2019: QUANDO E’ POSSIBILE USUFRUIRE DELLA DETRAZIONE

Per poter usufruire dell’agevolazione è necessario per il contribuente realizzare una ristrutturazione edilizia – e, di conseguenza, usufruire della relativa detrazione calcolata sulle spese di ristrutturazione – sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.

Pertanto, è importante precisare che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.

La data di inizio lavori potrà essere provata dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie, dalla comunicazione preventiva all’Asl (indicante la data di inizio dei lavori), se obbligatoria, oppure, per lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi, da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (articolo 47 del Dpr 445/2000), come prescritto dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.

AVVERTENZA: La data di acquisto dei mobili/elettrodomestici DEVE ESSERE POSTERIORE alla data di inizio lavori di ristrutturazione che interessano l’immobile oggetto di arredo.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate spiega che

  • Per gli acquisti di arredi effettuati nel 2019 è necessario aver realizzato un intervento di recupero del patrimonio edilizioiniziato a partire dal 1° gennaio 2018;
  • Per gli acquisti di arredi effettuati nel 2018 è necessario che l’intervento abbia avuto inizio non prima del 1° gennaio 2017;
  • Se l’acquisto è avvenuto tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2016, occorre aver sostenuto spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio a partire dal 26 giugno 2012.

NOVITA’ DAL 2018:

È importante ricordare a tutti i contribuenti che, per il bonus mobili, è in vigore dallo scorso anno un ulteriore adempimento per beneficiarne: si tratta della Comunicazione ENEA che dovrà essere trasmessa entro 90 giorni dal termine dei lavori. Per l’acquisto di forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici sarà necessario presentare i documenti necessari al fine di certificare il rispetto degli standard energetici.

 

BONUS MOBILI 2019: PER QUALI MOBILI SPETTA LA DETRAZIONE

L’agevolazione fiscale è riconosciuta con riferimento

  • all’acquisto di mobili nuovi
  • all’acquisto di elettrodomestici di classe non inferiore alla A+. Si precisa che la detrazione è ammessa anche per l’acquisto di forni di classe A.

La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

Di seguito si riporta un breve elenco non esaustivo di mobili ed elettrodomestici che danno diritto alla detrazione fiscale:

MOBILI

ELETTRODOMESTICI

letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione.

E’ escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (come il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo

Tutti gli elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica. L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo.

Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio:

frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Occorre precisare che tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

 

BONUS MOBILI 2019: QUALI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONI SONO AMMESSI A DETRAZIONE

Come già ribadito il contribuente può usufruire della detrazione pari al 50% sull’acquisto dei mobili/elettrodomestici a condizione che siano in corso d’opera lavori di ristrutturazione edilizia. Di seguito vengono individuati i lavori di ristrutturazione ammessi a detrazione:

CATEGORIE DI LAVORI ESEMPI DI INTERVENTO
1.     manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus; installazione di ascensori e scale di sicurezza, realizzazione dei servizi igienici, sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso, rifacimento di scale e rampe, realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate, costruzione di scale interne, sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare.
2.     ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza; modifica della facciata, realizzazione di una mansarda o di un balcone, trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda, apertura di nuove porte e finestre, costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.
3.     restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile; adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti, ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio.
4.     manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni del condominio. tinteggiatura pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci, sostituzione tegole e rinnovo delle impermeabilizzazioni, riparazione o sostituzione di cancelli o portoni, riparazione delle grondaie, riparazione delle mura di cinta

 

BONUS MOBILI 2019: COME EFFETTUARE I PAGAMENTI

Per poter usufruire dell’agevolazione fiscale sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici il contribuente deve effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito. 

Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Se il pagamento è disposto con bonifico, non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia. In pratica, non è richiesto il c.d. “bonifico parlante” come unico mezzo di pagamento.

La detrazione è ammessa anche se i beni sono acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento (circolare n. 7/2017).

In questo caso, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria.

Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei beni.

 

BONUS MOBILI 2019: DOCUMENTAZIONE DA CONSERVARE

La Guida predisposta dall’Agenzia delle Entrate al punto 6 individua quali sono i documenti che il contribuente deve accuratamente conservare ai fini di un eventuale accertamento formale:

  • ricevuta del bonifico;
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
  • documentazione di addebito sul conto corrente;
  • fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.
 

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2 comments

  • Nel mio condominio di 8 condomini e’ stato installato, nel 2019,un nuovo ascensore gia’ dichiarato come bonus ristrutturazione, posso usufruire individualmente l’Ecobonus Mobili per l’acqisto di una nuova lavatrice?

    Grazie !

    • Buongiorno Paolo,
      Al paragrafo 2 della Guida Bonus Mobili disposta dall’Agenzia delle Entrate viene stabilito che “Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano arredi per la propria abitazione”. Pertanto le confermo che non può usufruire della detrazione.
      Buona giornata,
      Devid