Bonus Sicurezza 2019-2020: Agevolazioni per gli Impianti d’Allarme

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BONUS SICUREZZA 2019-2020: AGEVOLAZIONI PER IMPIANTI D'ALLARME
Bonus Sicurezza 2019-2020: Quali sono le spese e gli interventi ammessi alla detrazione fiscale, Come ottenere le agevolazioni, Chi sono i soggetti beneficiari

Hai intenzione di installare un impianto d’allarme nella tua abitazione e vuoi sapere se esistono agevolazioni? La risposta è affermativa. La Legge di Bilancio 2020 ha, infatti, confermato il Bonus Sicurezza 2019 fino al 31 dicembre 2020.

Quando si parla di Bonus Sicurezza si fa riferimento alla possibilità per i contribuenti di usufruire della detrazione al 50% delle spese sostenute per realizzare interventi c.d. antintrusione: si tratta di tutti quei lavori finalizzati a prevenire il rischio di subire atti illeciti da parte di terzi sulla propria abitazione come furti, aggressioni e sequestri.

Il Bonus Sicurezza 2019-2020 rientra nell’ambito delle agevolazioni fiscali previste, più in generale, dal piano Bonus Ristrutturazioni 2020.

In questo articolo andiamo ad analizzare:

  • Quali sono gli interventi che rientrano nella detrazione fiscale al 50% (requisiti oggettivi)
  • Chi sono i soggetti che possono beneficiare dell’agevolazione fiscale (requisiti soggettivi)
  • Quali sono le modalità di pagamento da seguire

 


BONUS SICUREZZA 2019-2020: QUALI SONO GLI INTERVENTI AGEVOLABILI

La Guida disposta dall’Agenzia delle Entrate al paragrafo 1.1.3 “Per quali interventi” dispone che i lavori sulle singole unità immobiliari per i quali spetta l’agevolazione fiscale ricomprendono anche gli interventi finalizzati a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.

ATTENZIONE: Per “atti illeciti” si intendono tutti quelli penalmente illeciti (per esempio, furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti). In tutti questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza.

A titolo esemplificativo, che rientrano tra queste misure:

  1. rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici
  2. apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
  3. porte blindate o rinforzate
  4. apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
  5. installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
  6. apposizione di saracinesche
  7. tapparelle metalliche con bloccaggi
  8. vetri antisfondamento
  9. casseforti a muro
  10. fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
  11. apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

Dunque, il principio base per accedere alle detrazioni fiscali è sostenere delle spese per interevnti finalizzati a prevenire il rischio di compimento di atti illeciti da parte di terzi. Si devono, pertanto, includere anche i costi sosetnuti per:

  • l’acquisto degli impianti di sicurezza;
  • le spese di installazione degli impianti di sicurezza;
  • le spese per la progettazione del sistema antifurto installato presso la propria abitazione;
  • i costi sostenuti per i sopralluoghi effettuati dall’impresa o professionista e le perizie redatte.

 


BONUS SICUREZZA 2019-2020: QUALI SONO I SOGGETTI BENEFICIARI

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), residenti o meno nel territorio dello Stato.

L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • locatari o comodatari
  • soci di cooperative divise e indivise
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture:

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado)
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
  • il componente dell’unione civile (la legge n. 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone delle stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili)
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016

In questi casi, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile.

 


BONUS SICUREZZA 2019-2020: COME EFFETTUARE IL PAGAMENTO

E’ estremamente importante fare attenzione alle modalità di pagamento da rispettare pena il decadimento del diritto al beneficio fiscale. Infatti, chi sostiene spese per la progettazione, l’acquisto e l’installazione di un impianto antifurto presso la propria abitazione deve pagare tramite bonifico c.d. parlante (postale o bancario).

Si ricorda che il bonifico parlante riporta le seguenti informazioni:

  • causale del pagamento – con riferimento alla normativa (art. 16-bis del Dpr 917/1986)
  • numero, data ed importo delle fatture,
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione,
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

 


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