Contratti di affitto: quando è obbligatorio per le parti pagare l’imposta di registro

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contratti di affitto e locazione

È sempre obbligatorio pagare l’imposta di registro? Esistono casistiche che prevedono l’esenzione o l’esonero dal pagamento? Quando si paga l’imposta di registro?

L’Imposta di Registro rappresenta un tributo introdotto nel nostro ordinamento giuridico dal D.P.R. numero 131/1986 con una duplice valenza: innanzitutto, può essere considerata una tassa in senso stretto quando ad essa è collegata la prestazione di uno specifico servizio erogato della pubblica amministrazione. Ma può costituire anche un’imposta quando è dovuta al momento della registrazione di un atto presso l’Agenzia delle Entrate; in tale ipotesi il suo valore è determinato in proporzione al valore economico dell’atto registrato.

In questo articolo andiamo ad analizzare i seguenti aspetti:

  • Quando non è obbligatoria la registrazione di un contratto
  • Quando obbligatoria la registrazione del contratto ma l’imposta di registro non è dovuta
  • Quando obbligatoria la registrazione del contratto e il pagamento dell’imposta di registro

 

CONTRATTO DI AFFITTO: QUANDO NON E’ OBBLIGATORIA LA REGISTRAZIONE

In generale, la normativa fiscale stabilisce che tutti i contratti di locazione e affitto di beni immobili (compresi quelli relativi a fondi rustici e quelli stipulati dai soggetti passivi Iva) devono essere obbligatoriamente registrati dall’affittuario (conduttore) o dal proprietario (locatore), a prescindere dall’importo complessivo del canone pattuito.

L’unico caso in cui non è previsto l’obbligo di registrazione riguarda l’ipotesi in cui il contratto di affitto abbia una durata NON superiore ai 30 giorni complessivi nell’anno.

Pertanto, tutti i contratti di locazione con durata complessiva inferiore a 30 giorni nell’anno non sono soggetti a registrazione e, conseguentemente, non prevedono il pagamento dell’imposta di registro.

 

CONTRATTO DI AFFITTO: QUANDO E’ OBBLIGATORIA LA REGISTRAZIONE MA L’IMPOSTA NON E’ DOVUTA

L’imposta di Registro NON è dovuta nell’ipotesi in cui il contratto di affitto venga stipulato optando in sede di stipula per il regime della cedolare secca.

Si ricorda che la cedolare secca è un regime opzionale per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo effettuati tra persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di un’attività d’impresa o professionale. Il regime prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva di Irpef e addizionali per il reddito derivante dall’affitto dell’immobile e l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro e dall’imposta di bollo per registrazioni, risoluzioni e proroghe del contratto. Anche i contratti di locazione di tipo strumentale stipulati nel 2019 possono essere assoggettati al regime opzionale della cedolare secca.

In definitiva, pagando la sola imposta sostitutiva, non sono dovute né l’imposta di registro né l’imposta di bollo per la registrazione, la risoluzione e la proroga del contratto.

 

CONTRATTO DI AFFITTO: QUANDO E’ OBBLIGATORIA LA REGISTRAZIONE E IL PAGAMENTO DELL’IMPOSTA

Tutti i contratti di affitto/locazione

  • con durata superiore a 30 giorni complessivi nell’anno
  • senza opzione per il regime della cedolare secca

Sono soggetti al pagamento dell’imposta di registro.

Per i contratti di affitto con le caratteristiche sopra elencate il locatore è obbligato a registrare il contratto presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competenti. Contestualmente alla registrazione del contratto il locatore o l’inquilino (o gli inquilini) sono obbligati in solido al pagamento dell’imposta di registro. Per i fabbricati ad uso abitativo è stabilita nella misura del 2% del canone annuo, con minimo euro 67,00 per il versamento della prima annualità.

Riepilogando:

TIPO LOCAZIONE REGISTRAZIONE IMPOSTA
Affitto durata < 30 gg NO NO
Affitto durata > 30 gg
e opzione cedolare secca
SI NO
Affitto durata > 30 gg
NO opzione cedolare
SI SI

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