F24 SEMPLIFICATO EDITABILE IMU TASI 2020: COME SI COMPILA

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f24 semplificato editabile
F24 semplificato compilabile online: quando si utilizza il modello, quali tasse e imposte pagare, quali sono le istruzioni per la corretta compilazione

Il modello F24 Semplificato è un modello di pagamento unificato, ideato per agevolare i contribuenti che devono pagare e compensare le imposte erariali, regionali e degli enti locali, comprese l’IMU (Imposta Municipale Propria) e la TARES (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi), presso gli sportelli degli agenti della riscossione, delle banche convenzionate e degli uffici postali.

Il modello F24 Semplificato può essere utilizzato da tutti i contribuenti non soltanto per il versamento delle tasse e delle imposte erariali ma anche per la compensazione dei crediti spettanti con i debiti tributari.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio i singoli campi che definiscono il modello e cercheremo di fornire al contribuente le istruzioni operative per una corretta compilazione e presentazione del modello.


MODELLO F24 SEMPLIFICATO: QUANDO SI UTILIZZA

Il modello F24 Semplificato è il modello di pagamento unificato che risponde all’esigenza di agevolare tutti i contribuenti che devono pagare e compensare le imposte erariali, regionali e degli enti locali (compresa l’IMU, la TASI e la TARI), introdotto a partire dal 1° giugno 2012 ed è stato approvato con il Provvedimento del 25/05/2012 – pdf.

Il modello F24 Semplificato Editabile è la versione online e in formato pdf del modello F24 semplificato cartaceo che permette al contribuente di compilare e scaricare il modello F24 direttamente sul proprio computer, stamparlo e presentarlo per il pagamento secondo le modalità previste dall’Agenzia delle Entrate.

Il pagamento con modello F24 semplificato editabile può essere effettuato anche online,


MODELLO F24 SEMPLIFICATO: COME PAGARE

Il pagamento del modello F24 semplificato può avvenire secondo diverse modalità:

  1. direttamente recandosi presso gli sportelli di tutte le banche italiane o gli uffici di Poste Italiane;
  2. tramite Home-Banking accedendo online con le credenziali di accesso alla propria area personale;
  3. attraverso F24 Web disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate, servizio totalmente gratuito messo a disposizione dal Fisco e che permette di risparmiare sulle spese bancarie e postali. E’ bene ricordare che possono utilizzare il servizio F24 Web tutti i contribuenti in possesso delle credenziali di accesso a Fisconline dell’Agenzia delle Entrate; il pagamento semplificato avviene mediante un ordine di addebito sul conto corrente bancario o postale del contribuente, alla data di scadenza indicata dal contribuente, senza oneri aggiuntivi.

MODELLO F24 SEMPLIFICATO: COME SI COMPILA CORRETTAMENTE IL MODELLO

Il modello F24 semplificato è suddiviso in tre sezioni fondamentali che richiedono l’attenzione del contribuente in sede di compilazione del modello:

  1. sezione CONTRIBUENTE
  2. sezione MOTIVO DEL PAGAMENTO
  3. sezione ESTREMI DEL VERSAMENTO

Nella sezione CONTRIBUENTE devono essere indicati i dati anagrafici del soggetto tenuto al pagamento dell’imposta. In particolare, occorre indicare: codice fiscale e dati anagrafici (cognome, nome, data di nascita, sesso, comune di nascita e provincia).

La sezione Contribuente riporta anche il campo “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare” che deve essere indicato insieme al “codice identificativo”, desumibile dalla tabella “codici identificativi” pubblicata dall’Agenzia delle Entrate (ad esempio: genitore/tutore = 02; curatore fallimentare = 03; erede = 07), con il codice fiscale del:

  • coobbligato;
  • erede, genitore, tutore o curatore fallimentare che effettua il pagamento per conto del contribuente e che deve firmare il modello.

Nella sezione MOTIVO DEL PAGAMENTO il contribuente deve indicare tutte le informazioni collegate al pagamento del tributo. In particolare, occorre compilare i seguenti campi:

  • Sezione: deve essere indicato il destinatario del pagamento, ovvero ER (erario), RG (regione), EL (enti locali);
  • Codice tributo: deve essere indicato il codice relativo all’imposta da pagare o compensare (l’elenco completo dei codice tributo è consultabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate);
  • Codice ente: deve essere indicato il codice dell’ente destinatario del pagamento;
  • Anno di riferimento: deve essere indicato l’anno a cui fa riferimento l’imposta da pagare. E’ bene precisare che l’anno va indicato per intero (es. 2017 e non ’17);
  • Importi: gli importi devono essere indicati seguiti da due cifre decimali anche se di importo pari a zero (es. 52 € da indicare come 52,00 €; nel caso di presenza di più cifre decimali, è necessario arrotondare per eccesso, nel caso in cui la terza cifra sia pari o superiore a 5, o al contrario per difetto, cioè 52,755 euro arrotondato diventa 52,76; 52,758 euro arrotondato diventa 52,76; 52,752 euro arrotondato diventa 52,75). Se il contribuente paga gli importi dovuti a titolo di saldo o acconto in unica soluzione, all’interno della sezione “MOTIVO DEL PAGAMENTO”, nella colonna “rateazione/mese rif.” deve indicare 0101. In caso di pagamento rateale, al momento del pagamento di ciascuna rata, il contribuente deve indicare per ogni tributo, nella colonna “rateazione/mese rif.”, la rata che sta pagando e il numero di rate prescelto (ad esempio, se versa la seconda di sei rate, deve indicare 0206).

Infine, nella terza ed ultima sezione ESTREMI DEL VERSAMENTO il contribuente deve indicare la data di versamento e apporre la propria firma nell’apposito campo “FIRMA”. In caso di addebito sul conto corrente, il contribuente deve indicare il proprio codice IBAN nello spazio “Autorizzo addebito su c/c IBAN”, vicino al campo “FIRMA”.


MODELLO F24 SEMPLIFICATO: COME SI COMPILA IN CASO DI COMPENSAZIONI

Il contribuente può compensare i crediti che gli spettano con debiti inerenti tributi, indicati nello stesso modello F24.

Occorre tener presente che il credito si può compensare fino ad azzerare il totale dei debiti. Il saldo finale del modello, infatti, non può mai essere negativo e riportare, quindi, un’eccedenza di credito, ma soltanto positivo, cioè chiudere con un importo da versare, oppure pari a zero. Anche in quest’ultimo caso, in cui nulla risulta dovuto in seguito alla compensazione perché il saldo finale è zero, il contribuente deve comunque compilare e presentare il modello.

Chi effettua la compensazione, per esporre correttamente i crediti, deve indicare:

  • nella colonna “codice tributo”, il relativo codice da cui scaturisce il credito;
  • nella colonna ”anno di riferimento”, il periodo d’imposta cui si riferisce il credito;
  • nella colonna “importi a credito compensati”, l’ammontare del credito che si intende utilizzare in compensazione.

In ogni caso, si ricorda che l’importo massimo compensabile è pari a 516.456,90 euro.


MODELLO F24 SEMPLIFICATO: COME SI COMPILA IN CASO DI PAGAMENTO IMU

Sono previste delle specifiche istruzioni per la compilazione del modello F24 semplificato in caso di pagamento dell’IMU. In particolare, nella sezione MOTIVO DEL PAGAMENTO, all’interno della colonna “Sezione” è indicato il codice “EL”, mentre in ogni riga il contribuente deve:

  • Codice ente: deve essere indicato il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, costituito da quattro caratteri;
  • Ravv. (ravvedimento): questa casella deve essere barrata se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
  • Immob. variati (immobili variati): questa casella deve essere barrata qualora siano intervenute delle variazioni per uno o più immobili che richiedano la presentazione della dichiarazione di variazione;
  • Acc. (accotnto): questa casella deve essere barrata se il pagamento si riferisce all’acconto;
  • Saldo: questa casella deve essere barrata se il pagamento si riferisce al saldo. Se il pagamento è effettuato in unica soluzione per acconto e saldo, barrare entrambe le caselle;
  • Numero immobili: in questa casella deve essere indicato il numero degli immobili (massimo 3 cifre);
  • Anno di riferimento: deve essere indicato l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio “ravv.”, specificare
    l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata;
  • Importi a debito versati: deve essere indicato l’importo a debito dovuto. Se il contribuente ha diritto alla detrazione (riportata nella colonna “detrazione”) deve indicare l’imposta al netto della stessa.

Infine, si precisa che lo spazio “rateazione” deve essere compilato solo se l’Amministrazione finanziaria fornisce le relative istruzioni, ad esempio con circolari o risoluzioni.

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