Prescrizione crediti commerciali: fatture non pagate e termini di pagamento

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Che cos’è la prescrizione dei crediti commerciali? E cosa significa quando sentiamo dire “sono scaduti i termini per la prescrizione dei crediti”?

In termini generali, la prescrizione è uno strumento previsto dalla giurisprudenza che punisce l’inerzia del titolare del diritto che si protrae per un certo periodo di tempo determinando la possibilità di perdere il diritto stesso.

Nel nostro ordinamento giuridico l’istituto della prescrizione si applica anche ai crediti di natura commerciale e, in questo ambito, sancisce il termine di estinzione dei diritti collegati alla riscossione di un credito derivante da rapporto di tipo commerciale: in pratica, la prescrizione stabilisce la scadenza oltre la quale le somme indicate in una fattura non possono essere più riscosse dal creditore.

Disposizione Art. 2934 del Codice Civile

Fonti: Codice civile → LIBRO SESTO – Della tutela dei diritti → Titolo V – Della prescrizione e della decadenza → Capo I – Della prescrizione → Sezione I – Disposizioni generali

“Ogni diritto si estingue per prescrizione quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge.

Non sono soggetti alla prescrizione i diritti indisponibili e gli altri diritti indicati dalla legge” [248, 249, 263, 270, 553, 948, 1111, 1422, 1865].

Ora, dopo quanto tempo un creditore perde il diritto ad incassare da un fornitore le somme che gli legittimamente gli spettano per il lavoro svolto? E poi, il termine di prescrizione dei crediti commerciali è uguale per tutte le transazioni commerciali oppure detto termine varia in funzione se la prestazione è fornita da un’impresa piuttosto che da un professionista o se l’oggetto della transazione è una fornitura di beni o attiene all’erogazione di servizi?

Chiariamo subito che non esiste un unico termine e la scadenza varia in relazione al soggetto che emette la fattura e dal tipo di attività economica.

In questo articolo tratteremo proprio di due aspetti:

  • quali sono i termini previsti per la prescrizione dei crediti commerciali in base alle principali casistiche di prassi
  • e quali sono le procedure da attivare per non incorrere nella prescrizione.

Se, invece, hai crediti commerciali verso Pubbliche Amministrazioni e desideri tutelare la tua posizione creditoria puoi valutare di richiedere la certificazione del credito. Per maggiori info puoi consultare il seguente articolo: CERTIFICAZIONE DEL CREDITO PA: A COSA SERVE E COME FARE.


Prescrizione crediti commerciali: termini esercizio PRESCRIZIONE

La normativa (art. 2946 c.c.) stabilisce una prescrizione ordinaria di 10 anni, che vale per tutti i crediti per i quali non è sono stati stabiliti tempi di prescrizione diversi. Pertanto, in linea generale tutte le fatture che derivano da contratti commerciali si prescrivono in 10 anni: tuttavia, come già ribadito, i tempi di prescrizione variano in relazione alla tipologia del credito.

Di seguito forniamo una panoramica completa:

  1. Termini Prescrizione Fatture per acquisto beni o servizi una tantum: 10 anni
    • ad esempio, acquisto di mobili, auto, libri, elettrodomestici e servizi una tantum seguono il principio generale civilistico per cui il diritto alla relativa riscossione si prescrive in 10 anni. In tutti questi un’eventuale lettera di messa in mora del debitore o di sollecito con intimazione al pagamento annullano l’originario termine di prescrizione e ne produce uno nuovo a decorrere dalla data del documento.
  2. Termini Prescrizione Fatture per prestazioni di servizi periodici: 5 anni
    • Si fa riferimento a tutti quei crediti che insorgono in relazione alla fornitura di prestazioni periodiche che devono essere pagate con cadenza annuale o per frazioni di anno più brevi: la prescrizione è solo di 5 anni.
    • Si prescrivono in 5 anni, ad esempio, le bollette del telefono (ad eccezione delle fatture per utenze della luce e del gas per le quali ora la prescrizione è stata portata a due anni);
    • La prescrizione in 5 anni interessa anche le fatture per il canone di affitto.
  3. Termini Prescrizione Fatture per prestazioni professionali (parcelle): 3 anni
    • il diritto dei professionisti per il compenso dell’opera prestata e per il rimborso delle spese correlative (ad esempio, commercialisti, avvocati, geometri, periti, medici, ecc.);
    • il diritto dei notai, per gli atti del loro ministero.
  4. Termini Prescrizione Fatture 1 anno per:
    • il diritto del mediatore e dell’agente mobiliare al pagamento della provvigione;
    • i diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto. Se tuttavia il trasporto ha inizio o termine fuori d’Europa, la prescrizione è di diciotto mesi;
    • i diritti derivanti da contratti di lavori affidati a ditte di riparazione, manutenzione (la contestazione va fatta entro 8 giorni);
    • il diritto derivante dalle prestazioni fornite da scuole e palestre private;
    • il diritto al pagamento delle rate di premi assicurativi RC, furto e incendio. Tutti gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione o di riassicurazione si prescrivono in due anni;
    • il diritto dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi non superiori al mese.
  5. Termini Prescrizione Fatture per servizi alberghieri e B&B: 6 mesi.
    • il diritto degli albergatori e degli osti per l’alloggio e il vitto che somministrano.

Prescrizione crediti commerciali: COME EVITARE LA PRESCRIZIONE

Al fine di non incorrere nella prescrizione dei crediti commerciali e, conseguentemente, di non poter riscuotere le somme spettanti, occorre attivare una delle procedure previste dalla legge per il recupero del credito.

L’attivazione di una delle procedure di recupero crediti interrompe il decorso dei termini di prescrizione e stabilisce un nuovo termine di prescrizione di uguale durata inizierà di nuovo a decorrere.

Vediamo, dunque, quali sono le principali strategie che imprese e professionisti possono intraprendere interrompere la prescrizione crediti commerciali:

  1. Inviare una raccomandata o una PEC al debitore per richiedere o sollecitare il pagamento. Si sconsiglia di inviare una semplice e-mail dal momento che l’email ordinaria può essere sempre contestata. Ovviamente il sollecito di pagamento deve indicare chiaramente le partite o fatture scadute di cui si chiede il saldo.
  2. Far sottoscrivere al cliente una lettera di riconoscimento del debito, ovvero un documento all’interno del quale emerge la volontà del debitore di riconoscere senza eccezioni il proprio debito. Solitamente questo documento viene sottoposto all’attenzione del cliente (debitore) quando quest’ultimo chiede una dilazione di pagamento.
  3. Notificare al debitore un atto giudiziario come una citazione o un decreto ingiuntivo.

2 comments

  • Se le fatture causa di controversie sono state pagate dal debitore chiamato in mediazione ,può evitare di andate al primo incontro fissato?cosa fare?grazie

  • Una fattura di un artigiano, elettricista, per lavori effettuati presso un supermercato, non pagata, già inviata dallo stesso una pec di messa in mora, deve inviare una nuova diffida entro un anno per salvare la prescrizione?