Condono Fiscale, saldo e stralcio cartelle Equitalia, rottamazione TER: che cos’è la pace fiscale e come funziona

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pace fiscale

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 23 ottobre 2018 il Decreto Legge che definisce le nuove disposizioni urgenti in materia fiscale e tributaria: si tratta in buona sostanza del testo normativo tramite il quale viene finalmente introdotta, dopo settimane di intense discussioni, la tanto attesa pace fiscale 2018/2019.

Cos’è in realtà la Pace Fiscale? E cosa stabilisce in concreto il decreto legge? Ora, la pace fiscale dei debiti tributari prevede una serie di percorsi normativi grazie ai quali il contribuente

  • Cittadino privato
  • Società ed imprese
  • Professionisti

hanno la possibilità di sanare la propria situazione debitoria con il Fisco italiano. Per questo motivo il termine “pace” sembra essere un concetto utilizzato impropriamente in tale contesto dal momento che ci troviamo di fronte a tutti gli effetti ad un’operazione di condono.

A tal fine, il Decreto Legge n.119/2018 propone 9 percorsi normativi che il contribuente può percorrere per ridurre o in alcuni casi annullare il peso fiscale che grava sui suoi confronti, quali

  • 1 – Definizione agevolata dei processi verbali di constatazione
  • 2 – Definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento
  • 3 – Definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017
  • 4 – Stralcio dei debiti fino a 1.000 euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010
  • 5 – Definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della Riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione Europea
  • 6 – Definizione agevolata delle controversie tributarie
  • 7 – Regolarizzazione con versamento volontario di periodi d’imposta precedenti
  • 8 – Definizione agevolata delle imposte di consumo dovute ai sensi dell’art.62-quarter, commi 1 e 1-bis, del D.Lgs 504/1995 (ovvero definizione agevolata dei debiti tributari per i quali non sia ancora intervenuta sentenza passata in giudicato, maturati fino al 31 dicembre 2018)
  • 9 – Disposizioni in materia di dichiarazione integrativa speciale

 

Per comprendere come funziona in concreto la pace fiscale, il contribuente deve sapere che il Decreto Legge 119/2018 “Pace/Condono Fiscale” propone almeno a quattro diverse procedure di chiusura dei debiti tributari a proprio carico, quali:

  • Dichiarazione integrativa speciale al 20% (art. 7 e art. 9)
  • Stralcio totale dei debiti fino a 1.000 euro (art. 4)
  • Rottamazione ter (art. 3 e art.8)
  • Definizione delle liti pendenti (art. 1-2-5-6)

 

Di seguito andiamo ad illustrare le varie procedure.

 

PACE O CONDONO FISCALE 2018-2019: DICHIARAZIONE INTEGRATIVA SPECIALE

Fino al 31 maggio 2019 tutti i contribuenti con redditi NON dichiarati (quindi redditi “in nero”) possono presentare una Dichiarazione Integrativa Speciale tramite la quale è possibile correggere errori od omissioni ed integrare le dichiarazioni fiscali presentate entro il 31 ottobre 2017.

Le imposte interessate dalla disposizione sono:

  • Imposte sui redditi IRPEF ed IRES
  • Addizionali comunali e regionali
  • Imposte sostitutive delle imposte sui redditi
  • Contributi previdenziali
  • Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP)
  • Imposta sul valore aggiunto (IVA)

La possibilità di presentare la Dichiarazione Integrativa Speciale è ammessa:

  1. Nel limite complessivo di 100.000 euro di imponibile
    • per ciascuna imposta (sopra menzionata)
    • per ciascun periodo d’imposta
  2. NON oltre il 30% di quanto già dichiarato
  3. in caso di imponibile da integrare < 100.000 euro l’integrazione è ammessa fino a 30.000 euro
  4. in caso di dichiarazione presentata senza debito d’imposta per perdite di cui agli art. 8 e 84 del T.U.I.R. l’integrazione dell’imponibile è ammessa fino a 30.000 euro.

La Dichiarazione Integrativa in questione si definisce “Speciale” in quanto rispetto all’integrativa ordinaria i maggiori imponibili dichiarati sconteranno un’imposta sostitutiva anziché vedersi applicare le imposte fiscali ordinarie.

L’aliquota dell’imposta sostitutiva prevista per i maggiori imponibili risultanti dalle Dichiarazioni Integrative Speciali è stabilita nella seguente misura:

  • il 20% sul maggior imponibile;
  • un’aliquota media ai fini IVA risultante dal rapporto tra l’imposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili e il volume d’affari dichiarato. Nei casi in cui sia impossibile determinare l’aliquota media si potrà applicare l’aliquota ordinaria.

Per poter usufruire del condono dei debiti i contribuenti sono chiamati ad  inviare una dichiarazione integrativa speciale all’Agenzia delle Entrate per i periodi d’imposta per i quali non sono scaduti i termini per l’accertamento.

I contribuenti che vogliono beneficiare della citata misura prevista dalla pace fiscale provvedere al pagamento

  • in un’unica soluzionedi quanto dovuto entro il 31 luglio 2019 e senza avvalersi della possibilità di compensare il debito con eventuali crediti
  • in forma rateale: il pagamento può essere ripartito in dieci rate semestrali di pari importo con scadenza il 30 settembre 2019 per la prima rata

PACE O CONDONO FISCALE 2018-2019: STRALCIO DEFINITIVO DEBITI FINO A 1.000 EURO

Il Legislatore stabilisce che alla data di entrata in vigore del decreto n.119/2018 tutti i debiti di importo residuo  inferiore a 1.000 euro, comprensivo di

  • quota capitale
  • quota interessi per ritardata iscrizione a ruolo
  • sanzioni,

che risultino dai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 vengano AUTOMATICAMENTE ANNULLATI.

ESEMPIO STRALCIO DEFINITIVO CARTELLE FINO A 1.000 EURO

Supponiamo che un piccolo imprenditore o professionista che tra il 2000 e il 2010 ha ricevuto dall’uffici ex Equitalia ruoli relativi a:

IRPEF non pagata 2003 € 550,00
IRAP non pagata 2003 € 350,00
IRAP non pagata 2004 € 250,00
ICI non pagata 2002 € 500,00
ICI non pagata 2003 € 500,00
Totale debiti € 2.150,00

I singoli carichi comprensivi di sanzioni ed interessi risultano tutti inferiori a 1.000 euro e, pertanto, come previsto dal Decreto n.119/2018 sono oggetto di stralcio automatico: il contribuente debitore in questo caso non dovrà attivarsi dal momento che sarà l’Agenzia della Riscossione a procedere con l’annullamento di diritto di tutti i debiti.

PACE O CONDONO FISCALE 2018-2019: SALDO E STRALCIO DELLE CARTELLE ESATTORIALI

Il c.d. saldo e stralcio delle cartelle esattoriali è un misura agevolativa attraverso la quale il contribuente (cittadino privato, società, impresa o professionista) può richiedere ed ottenere dall’Amministrazione Finanziaria il condono di interessi, sanzioni e parte della quota capitale riferito a debiti tributari pendenti dietro pagato di una specifica percentuale.

Il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali può essere richiesto da tutti quei contribuenti che, oltre ovviamente ad avere debiti pendenti nei confronti del Fisco, dimostrino di trovarsi in una particolare situazione di oggettiva difficoltà economica dimostrabile in base a:

  • Reddito ISEE per quanto riguarda le persone fisiche;
  • Indice di liquidità per quanto attiene a imprese e società.

Più specificatamente, il soggetto richiedente potrà liberarsi dal carico di debiti tributari iscritti a ruolo pagando un’imposta sostitutiva pari al 6%, 10% o 25% del debito in funzione della particolare situazione di oggettiva difficoltà economica. Di seguito forniamo i riferimenti

 

PERSONE FISICHE ALIQUOTA IMPOSTA SOSTITUTIVA
Reddito ISEE < 15.000 6%
Reddito ISEE tra 15.001 e 22.000 10%
Reddito ISEE tra 22.001 e 30.000 25%

 

IMPRESE E SOCIETA’ ALIQUOTA IMPOSTA SOSTITUTIVA
  • Totale debiti > 20% del Valore Produzione
  • Indice di Liquidità < 0,3%
6%
  • Totale debiti > 20% del Valore Produzione
  • Indice di Liquidità tra 0,3% e 0,6%
10%
  • Totale debiti > 20% del Valore Produzione
  • Indice di Liquidità tra 0,6% e 0,8%
25%

 

È importante sottolineare che possono aderire a questa misura agevolativa anche tutti i contribuenti – persone fisiche, imprese e società – che hanno già in corso la rottamazione delle cartelle esattoriali: in questo caso, qualora rientreranno nei criteri sopra elencati, potranno aderire al condono, ma solo per gli importi non ancora versati.

Tutti i contribuenti che intendono aderire al condono “saldo e stralcio delle cartelle esattoriali” potranno, infine, ripartire il relativo pagamento del debito ritrattato in dieci rate semestrali di pari importo con scadenza il 30 settembre 2019 per la prima rata.

 

ANALISI DELLE SINGOLI IPOTESI

  1. ESEMPIO SALDO E STRALCIO CARTELLE ESATTORIALI: ALIQUOTA AL 6%
    Supponiamo che un contribuente abbia maturato debito complessivo pari a 50.000 euro e presenti un reddito ISEE di 15.000 euro.
    In questo caso, il contribuente pagando un’imposta sostitutiva pari ad euro 3.000 (6% di 50.000) ha la possibilità di chiudere la propria posizione debitoria nei confronti del Fisco
  2. ESEMPIO SALDO E STRALCIO CARTELLE ESATTORIALI: ALIQUOTA AL 10%
    Supponiamo che un contribuente abbia maturato debito complessivo pari a 50.000 euro e presenti un reddito ISEE di 18.500 euro.
    In questo caso, il contribuente rientrando nella seconda fascia ISEE ha la possibilità di pagare un’imposta sostitutiva pari ad euro 5.000 (10% di 50.000) ed in questo modo chiude la propria posizione debitoria nei confronti del Fisco.
  3. ESEMPIO SALDO E STRALCIO CARTELLE ESATTORIALI: ALIQUOTA AL 25%
    Supponiamo che un contribuente abbia maturato debito complessivo pari a 50.000 euro e presenti un reddito ISEE di 24.500 euro.
    In questo terzo ed ultimo caso, il contribuente rientra nella terza fascia ISEE e, di conseguenza, pagando un’imposta sostitutiva pari ad euro 12.500 (25% di 50.000) ha la possibilità di chiudere la propria posizione debitoria nei confronti del Fisco.

 

PACE O CONDONO FISCALE 2018-2019: ROTTAMAZIONE TER

Il pacchetto di condoni fiscali previsto dal Decreto Legge n.119/2018 prevede un ulteriore beneficio per tutti i contribuenti con debiti iscritti a ruolo che però non rientrano nella misura del saldo e stralcio in quanto non soddisfano i criteri che identificano una situazione di difficoltà economica oggettiva.

Per tutti coloro che non possono aderire al saldo e stralcio delle cartelle e per chi aveva già beneficiato della rottamazione bis e ha versato almeno una rata vi è la possibilità di ridefinire il proprio debito con il fisco (relativo al periodo tra il 2000 e il 2017) a condizioni agevolate, quali:

  • l’esclusione dal pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora,
  • la possibilità di rateizzare il pagamento fino ad un massimo di 10 rate semestrali di pari importo in 5 anni dietro pagamento di un interesse ridotto pari al 2% annuo,
  • la possibilità di compensare i debiti verso il fisco con i crediti nei confronti della pubblica amministrazione.

In particolare, per i debiti risultanti dai carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, il contribuente potrà accedere alla rottamazione-TER qualora:

  • presenti apposita istanza entro il 30/04/2019, secondo la modulistica che l’agente della riscossione renderà disponibile sul proprio sito internet entro il 13.11.2018 (20 giorni dall’entrata in vigore del decreto fiscale);
  • proceda al versamento dell’importo dovuto (che sarà comunicato dall’Agente della riscossione entro il 30.06.2019) entro il 31.07.2019.
    Il pagamento potrà avvenire

    • in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019, oppure
    • in 10 rate consecutive di pari importo, con scadenza il 31/07 e il 30/11 di ciascun anno a partire dal 2019. In caso di pagamento rateale sono dovuti, dal 1° agosto 2019, gli interessi al tasso del 2% annuo. Ai fini del pagamento potranno essere utilizzati in compensazione i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

In caso di omesso o insufficiente o tardivo versamento di una sola rata, la definizione agevolata (Rottamazione-TER) è inefficace. In tal caso, gli eventuali versamenti effettuati saranno considerati quali acconti delle somme complessivamente dovute a seguito dell’iscrizione a ruolo e l’agente per la riscossione procederà al recupero coattivo del debito residuo.

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