Novità TFR: stop all’erogazione in busta paga a partire del 1° Luglio 2018

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Il TFR, acronimo di «Trattamento di Fine Rapporto», rappresenta quella somma di denaro che il datore di lavoro è tenuto ad accantonare durante il periodo lavorativo del dipendente e che spetta a quest’ultimo nel momento in cui termina il rapporto professionale con l’azienda. Tradizionalmente si è soliti definire il TFR con il termine di «liquidazione».

Il legislatore stabilisce, infatti, tramite il Codice Civile all’art. 2120 che “in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro, il prestatore ha diritto ad un trattamento di fine rapporto, indipendentemente dalla tipologia di contratto con cui  è stato assunto”.

Da un punto di vista operativo il datore di lavoro è tenuto ad effettuare accantonamenti mensili di quote di retribuzione da corrispondere al lavoratore e da liquidare in un’unica soluzione al termine del rapporto contrattuale.

Di seguito vediamo, in particolare, la principale novità per il 2018.

TFR 2018: STOP ALL’EROGAZIONE IN BUSTA PAGA

La legge di stabilità del 2015 aveva previsto, in via sperimentale ed in relazione ai periodi di retribuzione decorrenti dal 1° marzo 2015 fino al 30 giugno 2018, la possibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato – ad eccezione dei lavoratori domestici e di quelli del settore agricolo – con un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi, di richiedere al datore di lavoro la liquidazione della quota maturanda del trattamento di fine rapporto (TFR), di cui alla legge n. 297/1982, sotto forma di integrazione della retribuzione mensile.

Nel riepilogo della busta tale somma era indicata sotto la voce Qu.I.R. ovvero quota integrativa di retribuzione.

L’INPS attraverso il comunicato n. 2791 pubblicato in data 10 luglio 2018 ha informato che a partire dal  luglio 2018 i datori di lavoro non potranno più erogare in busta paga la quota maturanda del TFR per i dipendenti che ne abbiano fatto richiesta. Pertanto a partire dal mese di luglio i dipendenti non vedranno più nelle rispettive buste paga la voce Qu.I.R. tra le somme erogate dall’azienda.

TFR DAL 1° LUGLIO 2018: RITORNO ALLA PRASSI PRECEDENTE

Dal 1° luglio 2018 si chiude la fase di sperimentazione che prevedeva la possibilità di erogare direttamente in busta paga il trattamento di fine rapporto.

Infatti, come già ribadito in precedenza, l’INPS tramite il comunicato n. 2791 pubblicato il 10 luglio 2018 ha chiarito che è venuto meno l’obbligo di erogazione della quota di trattamento di fine rapporto in busta paga, dalle denunce di competenza luglio 2018, i datori di lavoro interessati – in funzione degli obblighi di legge in materia di TFR e delle scelte operate dai lavoratori in ordine alla sua destinazione – dovranno procedere al ripristino dell’assetto precedente all’entrata in vigore dell’articolo 1, comma 26 e seguenti, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, adeguando i relativi obblighi informativi e finanziari.

In particolare, dal 1° luglio 2018 il lavoratore dipendente potrà decidere se:

  • mantenere il TFR in azienda nell’ipotesi quest’ultima abbia meno di 50 dipendenti;
  • destinare il TFR ad un fondo di previdenza complementare così da incrementare l’importo futuro della pensione, alternativamente optando per
    • versamento del  TFR alla previdenza complementare prevista dal CCNL di riferimento oppure al FONDINPS, o
    • versamento del TFR a una forma di previdenza complementare  scelta dal lavoratore (ricordiamo al lettore che in quest’ultimo caso la quota destinata è deducibile dal reddito nell’importo massimo di euro 5.164,57).

 

Clicca di seguito per scaricare dirrettamente
il comunicato INPS n.2791 del 10 Luglio 2018

Comunicato INPS n.2791 2018 (85 KB)

 

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By Devid Alloisi