Chi fa parte del nucleo familiare ai fini isee: novità 2019

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nucleo familiare ai fini isee

Uno degli elementi fondamentali da considerare ai fini della determinazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) attiene al concetto di “Nucleo Familiare”: infatti, quando un cittadino si reca presso un Centro di Assistenza Fiscale per richiedere l’ISEE il primo dato da fornire all’operatore dell’ufficio competente riguarda proprio la composizione del nucleo familiare; a cascata, poi, verrà richiesto di fornire per ogni singolo componente del nucleo familiare, dichiarazione dei redditi, saldo c/c, giacenza media c/c, eventuali depositi/buoni fruttiferi, targhe autoveicoli intestati, e così via discorrendo.

Solitamente il modello ISEE è richiesto dai cittadini per poter accedere a prestazioni economiche di vantaggio. Si tratta di misure di sostegno finanziario destinate non al singolo soggetto quanto piuttosto al nucleo familiare di riferimento (a meno che il soggetto richiedente faccia nucleo familiare a sé).

Uno delle principali novità previste per il 2019 attiene all’introduzione del reddito di cittadinanza: un contributo economico erogato in favore di quei nuclei familiari che, tra i vari requisiti previsti, presentino un ISEE non superiore a 9.360 euro.

Il Decreto Legge n.4 del 29 gennaio 2019, all’art. 2 comma 5 ha introdotto interessanti novità in tema di definizione del nucleo familiare ai fini ISEE per quanto concerne i figli di età inferiore ai 26 anni e i coniugi separati o divorziati.

In questo articolo andremo ad illustrare chi fa parte del nucleo familiare ai fini del calcolo ISEE e quali sono le novità più importanti introdotte per il 2019.

 

CONCETTO DI NUCLEO FAMILIARE

La Legge n.153/2013, all’articolo 3, propone la seguente definizione di nucleo familiare:

  1. Il nucleo familiare del richiedente è costituito dai soggetti componenti la famiglia anagrafica alla data di presentazione della DSU, fatto salvo quanto stabilito dal presente articolo.
  2. I coniugi che hanno diversa residenza anagrafica fanno parte dello stesso nucleo familiare. A tal fine, identificata di comune accordo la residenza familiare, il coniuge con residenza anagrafica diversa è attratto ai fini del presente decreto nel nucleo la cui residenza anagrafica coincide con quella familiare. In caso di mancato accordo, la residenza familiare è individuata nell’ultima residenza comune ovvero, in assenza di una residenza comune, nella residenza del coniuge di maggior durata.
  3. Il coniuge iscritto nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero (AIRE), ai sensi della legge 27 ottobre 1988, n. 470, è attratto ai fini del presente decreto, nel nucleo anagrafico dell’altro coniuge.
  4. I coniugi che hanno diversa residenza anagrafica costituiscono nuclei familiari distinti esclusivamente nei seguenti casi:
    1. quando è stata pronunciata separazione giudiziale o è intervenuta l’omologazione della separazione consensuale ai sensi dell’articolo 711 del codice di procedura civile, ovvero quando è stata ordinata la separazione ai sensi dell’articolo 126 del codice civile;
    2. quando la diversa residenza è consentita a seguito dei provvedimenti temporanei ed urgenti di cui all’articolo 708 del codice di procedura civile;
    3. quando uno dei coniugi è stato escluso dalla potestà sui figli o è stato adottato, ai sensi dell’articolo 333 del codice civile, il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;
    4. quando si è verificato uno dei casi di cui all’articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni, ed è stata proposta domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
    5. quando sussiste abbandono del coniuge, accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali.
  5. Il figlio minore di anni 18 fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale convive. Il minore che si trovi in affidamento preadottivo fa parte del nucleo familiare dell’affidatario, ancorché risulti nella famiglia anagrafica del genitore. Il minore in affidamento temporaneo ai sensi dell’articolo 2 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, è considerato nucleo familiare a sé stante, fatta salva la facoltà del genitore affidatario di considerarlo parte del proprio nucleo familiare. Il minore in affidamento e collocato presso comunità è considerato nucleo familiare a sé stante.
  6. Il figlio maggiorenne non convivente con i genitori e a loro carico ai fini IRPEF, nel caso non sia coniugato e non abbia figli, fa parte del nucleo familiare dei genitori. Nel caso i genitori appartengano a nuclei familiari distinti, il figlio maggiorenne, se a carico di entrambi, fa parte del nucleo familiare di uno dei genitori, da lui identificato.
  7. Il soggetto che si trova in convivenza anagrafica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n.223 è considerato nucleo familiare a sé stante salvo che debba essere considerato componente del nucleo familiare del coniuge, ai sensi del comma 2. Il figlio minorenne fa parte del nucleo del genitore con cui conviveva prima dell’ingresso in convivenza anagrafica, fatto salvo quanto previsto al comma 4. Se della medesima convivenza anagrafica fanno parte il genitore e il figlio minorenne, quest’ultimo è considerato componente dello stesso nucleo familiare del genitore.

 

NUCLEO FAMILIARE E FAMIGLIA ANAGRAFICA

Come già ribadito, per aver diritto all’erogazione di prestazioni sociali agevolate, gli assegni familiari o il bonus elettrico è richiesta la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) che richiede la conoscenza del concetto di componenti del nucleo familiare ai fini ISEE.

Pertanto, stabilire chi parte del nucleo familiare è il primo elemento essenziale da cui partire per determinare correttamente l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente ISEE. La determinazione del nucleo familiare obbliga a considerare 2 concetti essenziali:

  1. Famiglia Anagrafica
  2. Soggetti Fiscalmente a Carico

L’art. 4 del D.P.R. 223/1989 stabilisce che la Famiglia Anagrafica è “un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune”. In buona sostanza, per famiglia anagrafica si intende l’insieme delle persone incluse all’interno dello stato di famiglia inteso come certificato rilasciato dal Comune.

Pertanto, se un cittadino intende ottenere informazioni sulla propria famiglia anagrafica è sufficiente che si rechi al Comune di appartenenza e richieda il certificato del proprio stato famiglia.

Per il calcolo del reddito familiare ai fini ISEE è necessario considerare anche tutti quei soggetti c.d. fiscalmente a carico, che possono anche avere residenza diversa: è chiaro, quindi, che la famiglia anagrafica può non coincidere con il nucleo familiare.

Possono essere considerati, infatti, a carico i coniugi, i figli, altri familiari o affini come genitori, fratelli e sorelle, nuore o suoceri che abbiano un reddito non superiore ai 2.840,51 euro. Ma in questo ultimo caso solo se conviventi o destinatari di un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

 

DETERMINAZIONE NUCLEO FAMILIARE ai fini ISEE
NUCLEO FAMILIARE (ISEE) 1) FAMIGLIA ANAGRAFICA
Dato dall’insieme di persone incluse nello STATO di FAMIGLIA come da certificato rilasciato dal Comune di appartenenza
2) TUTTI SOGGETTI FISCALMENTE A CARICO
Tutte le persone fiscalmente a carico (reddito annuo < 2.840,51 euro), anche co residenza diversa

 

NUCLEO FAMILIARE AI FINI ISEE: NOVITA’ 2019

Il Decreto Legge riguardante le Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni ha introdotto importanti novità in tema di definizione del nucleo familiare ai fini ISEE per quanto concerne i seguenti aspetti:

  1. figli di età inferiore ai 26 anni
  2. coniugi separati o divorziati.

In merito al primo punto, il decreto legge stabilisce che il figlio maggiorenne non convivente con i genitori fa parte del nucleo familiare dei genitori esclusivamente quando

  • è di età inferiore a 26 anni,
  • è nella condizione di essere a loro carico ai fini IRPEF, non è coniugato e non ha figli

Inoltre, il quadro normativo precisa che fino ai 26 anni e in presenza delle condizioni sopra evidenziate si rientra nel nucleo familiare dei genitori anche se si vive da soli: in questo modo è più difficile essere sotto la soglia dei 9.360 euro per richiedere il reddito di cittadinanza e altre prestazioni agevolate.

In merito al secondo punto, l’art. 2 comma 5 del D.L. n.4/2019 stabilisce che i coniugi permangono nel medesimo nucleo anche a seguito di separazione o divorzio, se continuano a risiedere nella stessa abitazione. È chiaro che la norma è stata introdotta al fine di scoraggiare eventuali azioni furbesche poste in essere da contribuenti che intendano richiedere prestazioni sociali agevolate – come il reddito di cittadinanza – di cui in verità non ne hanno diritto.

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