Bonus affitti emergenza coronavirus: cosa prevede il decreto cura italia

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Bonus Affitti causa emergenza coronavirus: previsto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione pagato per il mese di marzo 2020 dai titolari di negozi e botteghe chiusi

Il Decreto Cura Italia pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo 2020 prevede tra i vari interventi normativi finalizzati a fronteggiare l’emergenza coronavirus anche un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione pagatobonus affitti – per il mese di marzo 2020 dai titolari di botteghe e negozi commerciali.

Si tratta di un’agevolazione che con ogni probabilità verrà confermata anche per il mese di aprile qualora le misure restrittive adottate dal governo dovessero essere prorogate, appunto, anche per il mese di aprile 2020.


BONUS AFFITTI EMERGENZA CORONAVIRUS: A CHI SPETTA IL CREDITO D’IMPOSTA

Il Bonus Affitti Emergenza Coronavirus è una misura riservata ai soggetti esercenti attività d’impresa che, come ribadito dall’art. 65 co. 1 del Decreto Cura Italia, è finalizzata “a contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19“.

In particolare, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni per poter usufruire del bonus affitti emergenza coronavirus:

  1. Tutti i soggetti titolari di attività d’impresa, escluse le attività di cui agli allegati 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 (in buona sostanza si fa riferimento alle attività rimaste aperte);
  2. titolari di contratti di locazione stipulati su immobili rientranti nella categoria catastale C/1;
  3. Il credito d’imposta pari al 60% è calcolato sull’importo del canone di locazione pagato per il mese di marzo 2020 (come già ribadito, con ogni probabilità il credito d’imposta sarà riconosciuto anche in relazione al canone di locazione pagato per il mese di aprile 2020 qualora le misure restrittive adottate dal Governo per contenere l’emergenza coronavirus dovessero protrarsi ulteriormente rispetto ai termini originari);
  4. il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

BONUS AFFITTI EMERGENZA CORONAVIRUS: A CHI NON SPETTA IL CREDITO D’IMPOSTA

Si precisa che, ovviamente, non rientrano tra i beneficiari dell’agevolazione del bonus affitti per emergenza coronavirus quelle attività che non hanno interrotto la propria attività lavorativa, come espressamente elencate dal DPCM dell’11 marzo, ovvero:

  • Ipermercati;
  • Supermercati;
  • Discount di alimentari;
  • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari;
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati;
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici;
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2);
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati;
  • Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le tele- comunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4);
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e mate- riale elettrico e termoidraulico;
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari;
  • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione;
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici;
  • Farmacie;
  • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica;
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati;
  • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale;
  • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici;
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia;
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento;
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucida- tura e affini;
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet;
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione;
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispon- denza, radio, telefono;
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici;
  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia;
  • Attività delle lavanderie industriali;
  • Altre lavanderie, tintorie;
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse.

BONUS AFFITTI EMERGENZA CORONAVIRUS: COMPENSAZIONE IN F24

Il credito d’imposta – Bonus Affitti Emergenza Coronavirus – pari al 60% del canone di locazione pagato su locali di categoria C1 deve essere utilizzato da tutti i soggetti esercenti attività d’impresa in compensazione tramite modello F24. Vediamo, quindi, come si procede.

Il codice tributo da utilizzare su modello F24 è 6914 “Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi – articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”, così come stabilito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione numero 18/E del 20 marzo 2020.

In particolare, il codice tributo 6914 deve essere inserito nella sezione “Erario”.

Le colonne a cui i contribuenti devono prestare maggiore attenzione al momento della compilazione sono quattro:

  • nella prima “codice tributo” è necessario indicare la cifra identificativa 6914;
  • la colonna “importi a credito compensati”;
  • la colonna “importi a debito versati”, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione;
  • la colonna “anno di riferimento” in cui deve essere indicato l’anno per il quale è riconosciuto il credito d’imposta, nel formato “AAAA”.

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